Dal momento che un’azienda ha scelto di essere presente sui social, ed in particolare su più piattaforme, occorre fare alcune riflessioni su come gestire la propria presenza.
Auspicando un piano strategico dei contenuti comune a tutti gli strumenti di comunicazione – off e on line-, occorre fare alcune considerazioni che riguardano l’automazione del processo di condivisione. Spesso mi capita infatti di curiosare nelle pagine social di noti brand, e osservo che molte aziende sono presenti su più di una piattaforma con identici contenuti. Dunque mi sono chiesta, è giusta una semplice replicazione dei contenuti? È sufficiente prendere il proprio aggiornamento di stato e copiarlo su più piattaforme per poter dire “ ci trovate su Facebook, Linkedin, Twitter, Google +… “ e chi più ne ha più ne metta?
Naturalmente gli strumenti di sincronizzazione dei contenuti fanno gola ai più, permettono di accelerare i processi, con un clic posso pubblicare il mio post in più canali, anche se attualmente non tutti i social sono sincronizzabili in maniera automatica.  Tuttavia, se ci fermiamo a fare alcune considerazioni sul perché abbiamo scelto di comunicare con i social possiamo facilmente evincere come sia errata e talvolta controproducente la replicazione dei contenuti.

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Certamente la scelta di essere presenti su più di un canale sottende l’esigenza di comunicare con target e modalità diverse, in quanto questa caratteristica rappresenta una discriminante nella selezione dei social. In questa ottica ho individuato tre fattori importanti da considerare nella strategia di presenza sui social, che supportano la tesi di quanto sia fondamentale considerare le piattaforme l’una indipendente dall’altra.

1)      Target

Il target è probabilmente un fattore che si considera come determinante nella scelta dei canali. Uno dei vantaggi dei social è proprio quello di riuscire ad arrivare con estrema facilità a diverse tipologie di clienti: potenziali, fidelizzati e influencer . Ciascuna delle piattaforme social ha creato una selezione naturale al suo interno, troverò su Facebook una presenza più variegata e di tutte le età, su Twitter un taglio più attento e critico, su Linkedin una rete di professionisti più orientata a discussioni su focus ben precisi.

2)      Linguaggio di comunicazione

La scelta del linguaggio di comunicazione dipende direttamente dal nostro target, i due fattori sono strettamente connessi. In base al target di riferimento sceglierò un linguaggio più o meno formale, più o meno confidenziale. Inoltre c’è da fare una considerazione di tipo strutturale a proposito dei canali. Ciascuno di essi ha un’anatomia  diversa: contenuti , immagini e link vanno condivisi tenendo conto della piattaforma in cui ci troviamo.

3)      Livelli di interazione

In ciascuna delle piattaforme possiamo ambire ad un livello di interazione diverso, sia nella quantità che nella qualità. Posso contare moltissimi like se pubblico una foto emozionale su Facebook, molti retweet se in pochi caratteri riesco ad essere pungente e ironico, oppure posso sperare di intavolare una discussione su un argomento di interesse con professionisti del settore su Linkedin. Per fare ciò è naturale dover adattare il mio messaggio rispetto a quello che mi aspetto di ottenere.

Fatte queste considerazioni la conclusione è certamente quella di differenziare il messaggio in base al tipo di social che stiamo utilizzando per veicolarlo. In fase di elaborazione del piano di comunicazione si devono sempre soppesare le variabili relative ai canali scelti, sia che si tratti di comunicazione tradizionale o offline sia che si parli di comunicazione online e unconventional. La migliore risposta si può ottenere con le dovute riflessioni  sulle classiche esistenziali domande: cosa voglio dire? A chi? Come voglio comunicarlo?

Viene spontaneo a questo punto chiedersi se in termini di risorse tempo ne valga la pena. La mia idea sposa la filosofia del  less is more, ovvero se non si ha tempo e risorse per gestire la molteplicità di canali meglio selezionarne uno al massimo due e focalizzarvi le attenzioni. Se invece si vuole davvero essere presenti su più di una piattaforma è necessario farlo in maniera strategica, cogliendo le diverse opportunità con furbizia e soprattutto con intraprendenza, senza lasciare nulla al caso.