What if you were invited to your own funeral 1Cosa fareste se foste inviati al vostro funerale…Video shock per la guida sicura!

In questo periodo di ponti e festività, di spostamenti, code e “bollini rossi” sulle autostrade il bilancio degli incidenti automobilistici è sempre alto e funesta la gioia e la spensieratezza dei week end tanto agognati.

Ognuno di noi pensa che quei “normali”, ma scorretti, comportamenti tenuti alla guida come: l’alta velocità in primis,  l’uso dei cellulari senza auricolari, l’abuso di alcool, la mancanza di cinture di sicurezza e la distrazione non siano poi così gravi…non è d’accordo il Governo belga che attraverso il Secrétaire d’Etat à la Mobilité, Etienne Schouppe e Institut Belge pour la Sécurité Routière hanno dato il via ad una campagna chiamata Go for Zero http://www.goforzero.be/fr con l’obiettivo di portare a zero gli attuali 300 decessi annui sulle strade belga.

La scelta più forte dal punto di vista delle comunicazione è stata così la realizzazione di un Social Video che avesse tutte le caratteristiche per poter impattare con forza l’intimo delle persone. Il soggetto selezionato è così un elemento che abbiamo analizzato più volte: quello della messa in scena, dello scherzo, del “prank”, questa volta però senza l’obiettivo di far ridere, ma di suscitare l’emozione opposta, di colpire gli affetti e di smuovere la ragione da comportanti superficiali mostrando la rappresentazione della sofferenza con l’invito (celato) alla partecipazione del proprio funerale…

Persone normali, donne e uomini, che con la scusa di incontrare un proprio congiunto si ritrovano in una sala dove viene celebrata, ad opera dei propri famigliari, la loro cerimonia funebre…questo è il risultato:

What if you were invited to your own funeral?

Le telecamere nascoste riprendono tutte le emozioni, i pensieri nella mente dei protagonisti si leggono nelle loro espressioni, l’empatia con lo spettatore che è accompagnato nella narrazione dai cartelli introduttivi è immediata. La forza del Video risiede nella sua semplicità, nelle parole dei parenti e degli amici che “ricordano”, nei visi e nelle lacrime di chi si accorge che potrebbe far soffrire chi più ama. La richiesta accorata è: “non andare troppo forte in macchina, non voglio perderti” e la call to action finale auspica una diffusione del video.

What if you were invited to your own funeral 3I moniti di testimonial famosi, tipico esempio di comunicazione sociale nostrana, non sono così forti quanto vedere i propri amici od i propri genitori soffrire realmente (le lacrime del video sono sincere), ancora una volta sono le persone comuni, quelle vere, che colpiscono l’audience, perché sono loro stesse l’audience a cui ci si riferisce ed a cui si vuol parlare.

Il funerale non è così visto ed interpretato come un “fake”, qualcosa di artefatto, ma una vera e propria simulazione di fatti purtroppo realmente verificabili: la finzione che supera la realtà. L’idea che ne è alla base è forte, dirompente, diffondibile con forza attraverso i Canali Social che ben si prestano a farne da amplificatore perchè ne colgo l’immediata utilità e la sincera forza comunicava.

La scelta di uno strumento come il Social Video è in questo caso la più corretta, permette di offrire un punto di vista non convenzionale che possa essere realmente condiviso e che tocchi gli animi e le menti, che faccia riflettere: la prova sono le visualizzazioni, le condivisioni ed i commenti.

Ancora una volta quello che non ci si aspetta ci colpisce ed il suo tono senza paternalismi e messaggi dall’alto offre spunti di vera riflessione. Il messaggio che vorremmo vedere anche dalle nostre amministrazioni nazionali, come più volte sottolineato, spesso ancorate a linguaggi obsoleti e troppo canonici per far breccia e comunicare realmente con le persone.

 

Menzione obbligatoria dei Credits:
Client: IBSR – BIVV
Agency: 20Something, Belgium
Creative Director: Benoit Vancauwenberghe
Strategy: Jérôme Lefebvre, David Burny
Copywriters: Quentin Watelet, Birgit Fonteyn
Art Director: Jean-Paul Lejeune
Production: Zoom Production
Filmmakers: Olivier Auclair, Robert Van Donge