C’è corriere.it, l’app della Repubblica, gli abbonamenti di periodici per device mobili.

Poi c’è il Kobo e il Kindle per i libri e Tripadvisor a sostituire le guide. Informazione, cultura, ricerca e approfondimento, tutto si è spostato online.

E il cartaceo, in un angolo, soffre chiedendosi senza darsi troppe risposte come resistere.

Quello che ad oggi l’editoria ha capito è che non può prescindere da una versione web. Quello che non ha chiaro però è come fare a non cannibalizzare il mercato della versione cartacea.

In effetti perché dovrei pagare di più per avere notizie che posso trovare gratis online? Perché andare in edicola o in libreria  se posso accendere il mio pc e navigare tra fonti diverse o scaricarmi un ebook? Perchè leggere notizie del giorno prima se posso averle in real time?

E così alcuni testate hanno pensato di rendere la versione per tablet e mobile a pagamento.

Altri hanno diversificato il prodotto online dal cartaceo riservando a quest’ultimo le sezioni di approfondimento.

Ma la verità è che la carta soffre, e anche se preferisco sentire il profumo della carta e fare le orecchie alle pagine, la maggior parte dei contenuti informativi li fruisco da pc o da mobile.

L’editoria pare stretta in una morsa tra la necessità di abbracciare le tecnologie multimediali più innovative e l’esigenza di limitare le perdite di venduto dei contenuti cartacei.

E’ chiaro che l’editoria, e più in generale il cartaceo deve trovare una nuova formula per sopravvivere alla schiacciante supremazia del digitale. Ma quale? Se da un lato sta crollando il modo tradizionale di fare informazione e dall’altro sta crescendo con decisione la cultura dell’informazione multimediale, diventa quindi fondamentale saper integrare tradizione ed innovazione, fondendo insieme informazione digitale con informazione proveniente dal mondo reale.

Questa fusione è oggi possibile attraverso la Realtà Aumentata (AR), in cui sono gli elementi virtuali ad essere sovrapposti e integrati nello spazio fisico reale. La Realtà Aumentata,  infatti, consente di accedere ed utilizzare informazioni rilevanti direttamente nei loro contesti di uso, sovrapponendo livelli di informazione digitale allo spazio fisico e consentendo di interagire con essi come se vi appartenessero in maniera indissolubile, per mezzo di opportuni dispositivi di visualizzazione e di interazione.

Lo fa già Ikea, che attraverso la AR crea cataloghi “vivi” e interattivi, che permettono di inquadrare un letto e vedere visualizzati diversi tipi di lenzuola, o inquadrare un armadio chiuso e visualizzare sullo smartphone come potrebbe apparire la disposizione interna. Ecco qui l’immaginazione che diventa realtà!

catalogo ar ikea

Pensiamo alla possibilità che qualsiasi materiale stampato (un poster, un segnale, una confezione, la pagina di un giornale, rivista o libro) potrà fornire un contenuto aggiuntivo in associazione con una telecamera, un algoritmo che riconosce il contenuto della pagina e una piattaforma per il reperimento dei dati digitali associati.

La combinazione tra contenuti di Realtà Aumentata e contenuti stampati fornirà un valore aggiunto ben superiore a ciò che è possibile ottenere attraverso la fruizione disgiunta di contenuti stampati e contenuti digitali. Si tratta di un caso evidente in cui “Il tutto è più della somma delle parti”.

La Realtà aumentata permette non solo una transizione meno impattante dai media tradizionali a quelli digitali,  ma anche e soprattutto la creazione di prodotti completamente nuovi per il settore editoriale, provvisti di nuove e originali caratteristiche.

Per esempio può essere usata per convogliare contenuti multimediali e interattivi all’interno di libri, riviste, giornali, poster, prodotti scolastici, contenuti ludici, soggetti di intrattenimento e, in larga misura, su media pubblicitari.

Pensiamo ad esempio, come può essere rilanciato il mercato dell’adv sulla carta, se proposto con le funzioni interattive dell’AR, alla pubblicità di una macchina su un giornale che, se inquadrata da smartphone, si mette a correre, o se guardando nella sezione eventi di un periodico (sempre attraverso lo smartphone), partisse il video dell’artista e la possibilità di acquistare direttamente il biglietto sui circuiti autorizzati, o ancora come un packagin di una scatola di cereali può trasformarsi in un oggetto comunicante.

O pensiamo anche ai libri per bambini, in cui le immagini possano davvero animarsi e la storia essere letta ( o tradotta) in più lingue simultaneamente.

E così, anche una noiosa attesa dell’autobus può trasformarsi in un’esperienza incredibile.

Potrà l’AR contribuire a migliorare il  modo di offrire e di fruire l’informazione nell’ecosistema dei Mass Media e dell’Editoria? Potrà l’AR generare nuovi “revenue  streams” o potenziare quelli già esistenti nel settore?